Specie non indigene - monitoraggio Marine Strategy - Rsa
Nome indicatore
Specie non indigene - monitoraggio Marine StrategyClassificazione DPSIR
StatoCopertura spaziale
Porto di Napoli - Porto di SalernoCopertura temporale
2018-2024Descrizione
Per “specie non indigena” si intende una specie introdotta al di fuori del suo areale di distribuzione naturale. La presenza di una specie non indigena è il risultato di una introduzione volontaria o involontaria dovuta ad attività umane riferite principalmente, in ambiente marino, ai traffici marittimi (acque di zavorra delle navi e fouling) e all’acquacoltura (introduzioni volontarie di specie allevate e introduzioni involontarie di specie associate). Alcune specie non indigene esposte ad ambienti “nuovi” che ne favoriscono la diffusione possono manifestare caratteristiche di invasività. Le specie invasive sono considerate una delle principali cause di riduzione della biodiversità. L’introduzione di specie non indigene potenzialmente invasive rappresenta una concreta minaccia per l’ambiente marino (come indicato nel Regolamento 1143/2014 dell'Unione Europea e nella Direttiva quadro sulla Strategia Marina dell'UE 2008/56/CE). Qui riportiamo i risultati aggiornati fino all’anno 2024, nell’ambito della Direttiva quadro sulla Strategia Marina per la ricerca delle specie non indigene, nel porto di Napoli e nel porto di Salerno. Lo studio, condotto da ARPA Campania, si concentra sul macrozoobenthos di fondo duro. Il Programma di Monitoraggio per il rilevamento di specie non indigene è finalizzato alla valutazione del raggiungimento del Buono Stato Ambientale (GES 2.1) e dei traguardi ambientali (T 2.1, T2.2 e T 2.4) stabiliti per il Descrittore 2 dal D.M. 15/2/2019, nonché alla verifica dell’efficacia delle misure. L’ARPA Campania dal 2018 effettua due campagne di monitoraggio all’anno nei Porti di Salerno e Napoli. In ogni Porto il monitoraggio si effettua su tre transetti prelevando due repliche per ogni transetto corrispondenti a due stazioni di diverse profondità, una superficiale e una profonda, compresi tra 2 e 5m. I prelievi della comunità bentonica di fondo duro sono eseguiti con la tecnica del “grattaggio” che prevede, mediante l’uso di scalpello, mazzuolo e/o piccozza, l’asportazione di tutti gli organismi sessili presenti e del materiale organico da una porzione di substrato delimitata da un quadrato di area nota. Il quadrato ha un’area di 0,1 m-².
Trend

Specie non indigene con le relative abbondanze di individui al m-2 (2018-2020)

Specie non indigene con le relative abbondanze di individui al m-2 (2021-2023)

Specie non indigene con le relative abbondanze di individui al m-2 (2024)
Commento ai dati
Sono 152 i taxa riconosciuti in 7 anni di monitoraggio del macrozoobenthos di fondo duro, i gruppi tassonomici con maggior numero di specie sono risultati in ordine di maggior dominanza: Crostacei 35%, Policheti 28% e Molluschi 17%. Di questi taxa 11 sono specie non indigene, Paracerceis sculpta (Holmes, 1904) un crostaceo isopode originario del Pacifico nord-orientale descritto per la prima volta dall'Isola di San Clemente; Caprella scaura (Templeton, 1836) un crostaceo anfipode descritto per la prima volta a Mauritius nel 1836 e successivamente trovato in aree tropicali e subtropicali in tutto il mondo; Megabalanus tintinnabulum (Linnaeus, 1758) un crostaceo balanide di origine circumtropicale; Magallana gigas (Thunberg, 1793) un mollusco bivalve originaria del Pacifico nord-orientale e Paraleucilla magna (Klautau, Monteiro & Borojevic, 2004) una spugna, ed è la spugna calcarea più abbondante nello Stato di Rio de Janeiro (Brasile). Quest’ultima è stata trovata solo nel porto di Napoli (Banchina molo Vittorio Emanuele) ed essendo un organismo che forma colonie, nei dati va calcolata solo come presenza e non come individui al metro quadro. Anche il briozoo Amathia verticillata originario dei Caraibi è un organismo coloniale, trovato nel porto di Napoli e come le spugne il dato è di presenza (il valore 100 è per segnalare una presenza molto abbondante). Sempre nel porto di Napoli ci sono i policheti serpulidi Hydroides dirampha che fu descritto per la prima volta a Saint Thomas, nelle Isole Vergini americane e Hydroides elegans di origine Indo-Pacifico / Australia; la specie Mesanthura cfr. romulea un piccolo crostaceo originario dell'Australia sud-orientale e anche un piccolo gasteropode di soli 2,5mm per ora identificato come Odetta sp. probabilmente originario del’America occidentale. Infine il polichete Branchiomma luctuosum è originario del Mar Rosso identificato nel 2024 sia nel Porto di Napoli che di Salerno (Banchina molo Manfredi). Nel 2024 registriamo 6 specie non indigene differenti rispetto ai dati precedenti, presenti nel porto di Napoli mentre per il porto di Salerno una. Si precisa che per le specie coloniali spugne e briozoi ( indicate con * a fianco) il dato è di sola presenza/ assenza. Il valore 100 serve a indicare un dato di abbondanza molto elevata della specie coloniale.