Back Produzione rifiuti urbani

Descrizione


L’indicatore misura la quantità di rifiuti urbani che vengono prodotti annualmente sul territorio in esame. La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con ISPRA, dal 2003 elabora e trasmette annualmente tutti i dati disponibili per la redazione del rapporto Rifiuti Urbani, in particolare viene effettuata la certificazione dei dati raccolti tramite l’applicativo web O.R.So in collaborazione con l’ORGR e vengono elaborati e trasmessi ad ISPRA i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti urbani implementando l'apposito format annualmente predisposto dall'ISPRA.

Trend


Produzione dei rifiuti urbani su scala provinciale - anno 2024 - dati ISPRA

Produzione dei rifiuti urbani su scala provinciale - anno 2024 - dati ISPRA


Distribuzione territoriale della produzione dei rifiuti urbani su scala comunale (t) - anno 2024

Distribuzione territoriale della produzione dei rifiuti urbani su scala comunale (t) - anno 2024


Produzione dei rifiuti urbani in Campania - trend

Produzione dei rifiuti urbani in Campania - trend

Commento ai dati


Con il Decreto Dirigenziale n. 48 del 28 ottobre 2025, la Regione Campania ha ufficialmente certificato i dati relativi alla produzione dei rifiuti urbani (RU), alla percentuale di raccolta differenziata (RD) e al tasso di riciclaggio (TDR) conseguiti dai Comuni nei rispettivi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) per l’anno 2024.
Nel 2023 la produzione complessiva di rifiuti urbani in Campania è stata pari a 2,587 milioni di tonnellate, registrando una lieve flessione rispetto all’anno precedente. L’analisi della serie storica 2011–2023 evidenzia una sostanziale stabilità dei quantitativi prodotti, con una media annua attestata intorno ai 2,6 milioni di tonnellate, a conferma di un quadro strutturalmente consolidato, poco influenzato da variazioni congiunturali.
Nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti urbani è tornata a crescere, raggiungendo le 2.616.342 tonnellate, con un incremento dell’1,02% rispetto al 2023, pari a +26.558 tonnellate. Tale aumento si registra nonostante un lieve calo demografico: la popolazione residente passa infatti da 5.590.076 abitanti nel 2023 a 5.575.025 nel 2024 (–15.051 abitanti). Di conseguenza, la produzione pro capite aumenta da 463 kg/abitante nel 2023 a 469 kg/abitante nel 2024 (+6 kg/ab).
Questo dato assume particolare rilevanza se confrontato con altri contesti territoriali. La produzione pro capite campana, pur risultando in crescita, si mantiene infatti su valori inferiori sia alla media nazionale sia a quella dell’Unione Europea, che negli ultimi anni si colloca stabilmente intorno ai 500–520 kg/abitante. Tale differenziale rappresenta una caratteristica strutturale del contesto regionale e non può essere interpretato in modo univoco come espressione di maggiore virtuosità ambientale. La letteratura di settore evidenzia infatti una correlazione significativa tra produzione di rifiuti urbani pro capite e livelli di reddito, PIL e consumi delle famiglie. In questo quadro, i valori più contenuti registrati in Campania sono riconducibili anche a fattori socio-economici, quali una minore capacità di spesa, una struttura produttiva con maggiore incidenza di settori a basso valore aggiunto e una più elevata fragilità occupazionale.
L’incremento della produzione pro capite osservato nel 2024, a fronte della diminuzione della popolazione residente, suggerisce dunque un aumento dei consumi o, in alternativa, una minore efficacia delle politiche di prevenzione e riduzione a monte dei rifiuti. Va inoltre considerato che tale aumento potrebbe essere in parte attribuibile a un ampliamento del perimetro di contabilizzazione: diversi Comuni campani hanno infatti iniziato a includere nei rifiuti urbani anche i cosiddetti rifiuti “simili”, ovvero rifiuti di natura urbana prodotti da utenze non domestiche e non gestiti direttamente dal servizio pubblico di igiene urbana, determinando un incremento dei flussi dichiarati.
Per comprendere appieno le dinamiche che caratterizzano tali andamenti, è necessario collocare il dato sulla produzione dei rifiuti urbani all’interno di un contesto più ampio. La produzione di RU è infatti il risultato dell’interazione di molteplici variabili: dimensione e densità della popolazione residente, flussi turistici, mobilità pendolare quotidiana, dinamiche economiche locali, nonché fattori culturali e sociali che influenzano i comportamenti dei cittadini.
Tra queste variabili, la popolazione — e in particolare la sua densità — riveste un ruolo determinante. Come evidenziato anche dalla figura, in Campania circa il 65% della produzione totale di rifiuti urbani si concentra in un’area che rappresenta appena l’11,8% del territorio regionale. Ciò significa che una quota rilevantissima dei rifiuti è generata in contesti urbani ad altissima densità abitativa, dove la pressione sui servizi di raccolta è particolarmente elevata e le criticità gestionali risultano amplificate.
È proprio in questa sovrapposizione tra elevata densità demografica e ritardi strutturali nella raccolta differenziata che si collocano molti dei 33 Comuni ancora lontani dal raggiungimento dei target previsti. In diversi casi, tali Comuni ricadono anche in aree riconducibili alla cosiddetta “Terra dei Fuochi”, dove la storica fragilità dei sistemi di controllo del territorio e di gestione dei flussi di rifiuti continua a incidere sull’efficacia complessiva dei servizi pubblici locali.
In contesti di questo tipo, organizzare un sistema efficiente di raccolta differenziata richiede una conoscenza profonda e puntuale del territorio: è necessario sapere dove sono localizzate le utenze, quante sono e di che tipo, come si muovono i flussi di popolazione nel corso della giornata e della settimana, e quale grado di capillarità deve avere il servizio per risultare realmente accessibile ed efficace. Migliorare la raccolta differenziata significa quindi anche migliorare il presidio del territorio, rafforzare la qualità dei servizi e garantire maggiore equità nell’accesso e nella distribuzione delle risorse.
In questi contesti, incrementare la raccolta differenziata non equivale semplicemente ad aumentare una percentuale. Significa rafforzare il controllo del territorio, migliorare la tracciabilità dei flussi, intercettare l’abbandono e i conferimenti irregolari, ricostruire la fiducia dei cittadini nei servizi pubblici e offrire sistemi di raccolta più capillari, trasparenti e affidabili.
In particolare, la progettazione di un sistema di raccolta differenziata efficace in aree ad alta densità abitativa richiede:
• una conoscenza approfondita delle tipologie di utenza (domestiche, commerciali, produttive);
• una progettazione puntuale della logistica di raccolta (frequenze, mezzi, percorsi, microzonizzazione);
• un servizio più diffuso, più frequente e maggiormente controllato;
• investimenti mirati in attività di monitoraggio, ispettori ambientali, campagne informative e strumenti digitali per la gestione e il controllo dei flussi.
In questo quadro, l’evoluzione della produzione pro capite e la concentrazione dei flussi di rifiuti nei contesti urbani più complessi rappresentano elementi chiave per orientare le politiche regionali, evidenziando come il miglioramento della raccolta differenziata sia non solo un obiettivo ambientale, ma anche uno strumento essenziale di governo del territorio e di rafforzamento dei servizi pubblici locali.