Produzione Rifiuti Speciali Pericolosi e Non Pericolosi - Rsa
Nome indicatore
Produzione Rifiuti Speciali Pericolosi e Non PericolosiClassificazione DPSIR
PressioneCopertura spaziale
RegionaleCopertura temporale
2014-2023Descrizione
La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con ISPRA, dal 2003 elabora e trasmette annualmente tutti i dati disponibili per la redazione del rapporto Rifiuti Speciali, in particolare viene effettuata la bonifica delle banche dati MUD e vengono elaborati e trasmessi ad ISPRA i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali implementando l'apposito format annualmente predisposto dall'ISPRA.

Produzione dei rifiuti speciali in Campania - trend
Commento ai dati
Nel periodo 2015-2018, la produzione dei rifiuti speciali in Campania è rimasta stabile intorno ai sette milioni di tonnellate, per poi registrare un significativo incremento nel 2019, raggiungendo quasi 8,5 milioni di tonnellate (+16% rispetto all’anno precedente). Nel 2020 i dati mostrano una sostanziale stabilità, con un lieve calo (-0,5%) rispetto al 2019, mentre nel 2021 la produzione totale ha superato per la prima volta i 9 milioni di tonnellate (+9%). Il trend di crescita è proseguito nel 2022, con oltre 10,3 milioni di tonnellate, in aumento del 13,3% rispetto all’anno precedente, confermando il peso determinante dei rifiuti da costruzione e demolizione (oltre il 55% del totale).
Nel 2023 la produzione di rifiuti speciali in Campania ha raggiunto 11.150.668 tonnellate, con un incremento dell’8% rispetto al 2022. La crescita è stata trainata principalmente dai seguenti comparti:
• Costruzioni (ATECO 41-43): 6.492.776 tonnellate (+9,2% rispetto al 2022), pari al 58,2% della produzione complessiva. Si conferma il comparto più rilevante, sostenuto anche nel 2023 dagli incentivi edilizi come il Superbonus 110%, che hanno mantenuto elevato il volume di cantieri e la produzione di scarti da demolizione e ristrutturazione.
• Attività di gestione rifiuti e risanamento ambientale (ATECO 38-39): 3.092.591 tonnellate (27,7% del totale), di cui oltre 3 milioni riferibili a raccolta, trattamento, smaltimento e recupero di materiali (ATECO 38).
• Industria metallurgica e meccanica: la metallurgia (ATECO 24) produce 67.988 tonnellate, mentre la fabbricazione di prodotti in metallo (ATECO 25) ne genera 144.520, per un totale di oltre 212.000 tonnellate, in crescita rispetto al 2022, segnale di ripresa delle attività industriali.
• Industria alimentare e delle bevande (ATECO 10-11): 243.553 tonnellate, in linea con il 2022, si conferma tra i primi comparti produttivi di rifiuti speciali dopo il settore edilizio e quello della gestione rifiuti.
• Settore chimico e farmaceutico (ATECO 19-21): 44.868 tonnellate, trainato soprattutto dai rifiuti delle raffinerie e dalla produzione di sostanze chimiche e farmaceutiche.
• Commercio, trasporti e logistica (ATECO 45-52): circa 346.000 tonnellate complessive, con particolare rilievo per il commercio e la manutenzione di autoveicoli (187.673 tonnellate) e il trasporto terrestre e tramite condotte (54.520 tonnellate).
Complessivamente, nel 2023 oltre l’85% dei rifiuti speciali prodotti in Campania deriva da tre macro-settori: costruzioni, gestione rifiuti e attività manifatturiere, confermando la forte correlazione tra produzione di rifiuti speciali e dinamica economica regionale. L’andamento crescente osservato negli ultimi cinque anni (+53,4% rispetto al 2018) è indicativo sia della ripresa post-pandemica sia di un tessuto produttivo in espansione, particolarmente nel settore edilizio e in quello della trasformazione industriale.