Back Gestione dei Rifiuti Urbani

Descrizione


L’indicatore descrive le forme di gestione dei rifiuti urbani annualmente prodotti sul territorio in esame. La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con ISPRA, dal 2003 elabora e trasmette annualmente tutti i dati disponibili per la redazione del rapporto Rifiuti Urbani, in particolare viene effettuata la certificazione dei dati raccolti tramite l’applicativo web O.R.So in collaborazione con l’ORGR e vengono elaborati e trasmessi ad ISPRA i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti urbani implementando l'apposito format annualmente predisposto dall'ISPRA.

Trend


Gestione dei rifiuti urbani in Campania - Dati espressi in percentuale rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti - trend

Gestione dei rifiuti urbani in Campania - Dati espressi in percentuale rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti - trend


Gestione dei rifiuti urbani in Campania – Dati espressi in tonnellate annue di rifiuti urbani prodotti e gestiti - trend

Gestione dei rifiuti urbani in Campania – Dati espressi in tonnellate annue di rifiuti urbani prodotti e gestiti - trend


Gestione dei rifiuti urbani in Campania – Dati espressi in Kg pro-capite annuo  di rifiuti urbani prodotti e gestiti  - trend

Gestione dei rifiuti urbani in Campania – Dati espressi in Kg pro-capite annuo di rifiuti urbani prodotti e gestiti - trend


Gestione dei rifiuti in Europa – Dati espressi in Kg pro-capite annuo di rifiuti urbani prodotti e gestiti - fonte Eurostat

Gestione dei rifiuti in Europa – Dati espressi in Kg pro-capite annuo di rifiuti urbani prodotti e gestiti - fonte Eurostat

Commento ai dati


L’analisi dell’andamento della gestione dei rifiuti urbani in Campania nel periodo 2003–2024, condotta attraverso l’esame integrato dei dati in valori assoluti (t/anno), degli indicatori percentuali per modalità di trattamento e dei valori pro capite (kg/abitante), evidenzia una trasformazione profonda e strutturale del sistema regionale. Tale evoluzione ha consentito il superamento della storica emergenza rifiuti e il conseguimento di risultati oggi in larga parte comparabili con la media europea, pur in presenza di criticità rilevanti in termini di autosufficienza e assetto impiantistico.
Nel periodo considerato, la produzione complessiva di rifiuti urbani in Campania si mantiene sostanzialmente stabile, attestandosi mediamente tra 2,5 e 2,7 milioni di tonnellate annue, con oscillazioni legate alle fasi di rallentamento economico e al periodo pandemico; negli ultimi anni la produzione si colloca intorno ai 2,6 milioni di tonnellate/anno. In termini pro capite, i valori regionali risultano costantemente inferiori alla media dell’Unione Europea: circa 460–470 kg/abitante in Campania, a fronte di 500–520 kg/abitante a livello UE, con una forchetta storica compresa tra 440 e 480 kg/ab. Tale differenziale, strutturale e persistente, non può essere interpretato univocamente come indicatore di maggiore sostenibilità ambientale, ma va letto alla luce delle condizioni socio-economiche regionali, caratterizzate da livelli di PIL pro capite inferiori alla media nazionale ed europea, minore capacità di spesa delle famiglie e una struttura economica con maggiore incidenza di settori a basso valore aggiunto e maggiore fragilità occupazionale.
L’elemento più rilevante dell’intera serie storica riguarda la drastica riduzione del ricorso alla discarica. Nel 2003, circa l’89,3% dei rifiuti urbani prodotti, pari a oltre 2,3 milioni di tonnellate annue (oltre 400 kg/ab), veniva conferito in discarica, configurando un sistema fortemente sbilanciato e strutturalmente fragile. A partire dal 2008–2009 si osserva una riduzione costante e progressiva, che prosegue fino al 2015 e conduce, dopo il 2020, all’azzeramento del conferimento in discarica regionale. Nel periodo 2015–2024, il fabbisogno residuo di discarica si riduce ulteriormente, attestandosi negli ultimi tre anni intorno al 15–14% del totale, fino a circa il 13,1% nel 2024 (circa 115–120 kg/ab), valore inferiore alla media UE ma interamente coperto tramite trasferimenti extraregionali. Sotto il profilo istituzionale, la Campania risulta oggi l’unica regione italiana priva di discariche autorizzate ed attive.
È tuttavia necessario precisare che tale fabbisogno di discarica risulta in parte sovrastimato dal punto di vista statistico, poiché i flussi di rifiuti avviati fuori regione vengono contabilizzati integralmente come smaltimento, mentre nella realtà sono destinati prevalentemente a operazioni di recupero, in particolare recupero energetico. Ciononostante, ai fini della pianificazione e degli obiettivi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU), tali flussi rappresentano comunque un fabbisogno di gestione non soddisfatto a livello regionale.
Un ruolo determinante nel riequilibrio del sistema è svolto dall’impianto di incenerimento di Acerra, entrato in esercizio per superare la fase emergenziale. A partire dal 2014, la quota di rifiuti urbani trattata tramite incenerimento si mantiene stabile intorno al 27–28% del totale prodotto, pari a 680.000–730.000 tonnellate annue, ovvero circa 120–130 kg/ab. Tali valori risultano sostanzialmente allineati alla media europea (130–140 kg/ab). Tuttavia, mentre nei sistemi europei più maturi l’incenerimento è inserito in contesti pienamente autosufficienti, in Campania esso svolge una funzione essenziale di equilibrio del sistema in assenza di discariche operative.
Parallelamente, si registra un incremento strutturale del recupero di materia, direttamente connesso all’espansione della raccolta differenziata. I quantitativi avviati a riciclo passano da circa 180.000 tonnellate annue nel 2003 (30 kg/ab, pari al 6–7%) a oltre 860.000 tonnellate annue nel 2024 (oltre 150 kg/ab, circa il 33%). Questo andamento consente alla Campania di colmare il divario storico con la media UE, che nel 2022 registra una quota di riciclo di poco superiore al 30%. Permangono tuttavia criticità legate alla qualità delle frazioni raccolte e alla gestione degli scarti di trattamento, aspetti non pienamente rappresentati dagli indicatori quantitativi.
Il trattamento della frazione organica mostra una crescita particolarmente significativa. Il compostaggio complessivo supera stabilmente il 25% dei rifiuti urbani prodotti, raggiungendo nel 2024 quantitativi superiori a 650.000 tonnellate annue, pari a circa 115–120 kg/ab, valori superiori alla media UE (95–100 kg/ab). Tuttavia, una quota rilevante di tali flussi è avviata a impianti situati fuori regione, mentre il compostaggio effettuato all’interno del territorio campano rimane più contenuto e discontinuo, evidenziando una criticità strutturale legata alla carenza di impiantistica dedicata.
Nel confronto complessivo con la media europea, la Campania presenta oggi una produzione pro capite inferiore, livelli di riciclo e incenerimento sostanzialmente allineati e una quasi totale eliminazione della discarica. La principale differenza rispetto ai modelli europei più maturi risiede tuttavia nella persistente dipendenza dai trasferimenti extraregionali, che rappresentano un fabbisogno di gestione non soddisfatto a livello territoriale.
In questo quadro, l’aumento delle percentuali di raccolta differenziata, accompagnato dal miglioramento della qualità delle frazioni raccolte, rappresenta la leva imprescindibile per ridurre la quantità di rifiuto indifferenziato residuo, contenere i flussi extraregionali e rafforzare l’autosufficienza del sistema campano. Il consolidamento dei risultati raggiunti e il pieno allineamento ai migliori standard europei richiedono pertanto un ulteriore sviluppo della raccolta differenziata e un rafforzamento dell’impiantistica regionale per il trattamento dell’organico e degli scarti di trattamento, in coerenza con i principi di prossimità e autosufficienza sanciti dalla normativa europea.