Back Gestione dei Rifiuti Speciali

Descrizione


La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con ISPRA, dal 2003 elabora e trasmette annualmente tutti i dati disponibili per la redazione del rapporto Rifiuti Speciali, in particolare viene effettuata la bonifica delle banche dati MUD e vengono elaborati e trasmessi ad ISPRA i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali implementando l'apposito format annualmente predisposto dall'ISPRA.

Trend


Operazioni di gestione Rifiuti Speciali in Campania - anno  2023

Operazioni di gestione Rifiuti Speciali in Campania - anno 2023


Gestione Rifiuti Speciali in Campania - trend

Gestione Rifiuti Speciali in Campania - trend


Totale Rifiuti Speciali gestiti in Campania - trend

Totale Rifiuti Speciali gestiti in Campania - trend

Commento ai dati


Nel 2023, la gestione dei rifiuti speciali in Campania ha raggiunto circa 9,5 milioni di tonnellate, segnando un ulteriore incremento rispetto ai 9,1 milioni di tonnellate del 2022 e consolidando il trend di crescita iniziato nel periodo post-pandemico. Questo aumento è riconducibile principalmente alla ripresa delle attività economiche e, in particolare, al comparto delle costruzioni, che continua a rappresentare il settore trainante della produzione di rifiuti speciali. La gestione dei rifiuti speciali ha confermato anche nel 2023 la netta prevalenza del recupero di materia (operazioni R2–R12), che ha riguardato circa 7,8 milioni di tonnellate, pari a oltre l’80% del totale gestito. Tra le operazioni di recupero, il recupero di sostanze inorganiche (R5) mantiene il ruolo centrale, con 5,75 milioni di tonnellate trattate, corrispondenti a circa il 73% di tutto il recupero di materia. Questo dato è strettamente legato alla gestione dei rifiuti da Costruzione e Demolizione (C\&D), che rappresentano la frazione più consistente e più facilmente recuperabile del flusso complessivo dei rifiuti speciali.
Il recupero di rifiuti organici (R3) ha mostrato un’ulteriore crescita, superando le 728.000 tonnellate, mentre il recupero dei metalli (R4) ha registrato un leggero calo rispetto al 2022, attestandosi a circa 582.000 tonnellate.
In sensibile aumento le operazioni R12 (pretrattamento finalizzato al recupero), che hanno superato le 663.000 tonnellate, segnando la crescita più rilevante tra tutte le modalità di gestione (+58% rispetto al 2022). Anche lo spandimento sul suolo (R10) continua a crescere, con oltre 233.000 tonnellate gestite (+32% rispetto al 2022).
L’utilizzo dei rifiuti come fonte di energia (R1), pur restando marginale, ha evidenziato un aumento significativo rispetto ai valori storici, raggiungendo 16.000 tonnellate (circa lo 0,17% del totale gestito).
Per quanto riguarda lo smaltimento, nel 2023 sono state trattate in questa forma circa 875.000 tonnellate di rifiuti speciali, in lieve calo rispetto al 2022. In particolare:
• Le operazioni di trattamento chimico-fisico e biologico (D8, D9) hanno riguardato circa 795.000 tonnellate, con una diminuzione rispetto all’anno precedente per effetto della maggiore quota di rifiuti avviata a recupero.
• Le quantità avviate a incenerimento (D10) si mantengono contenute, poco oltre le 19.000 tonnellate.

Rimane invariata la criticità strutturale della Campania: la mancanza di discariche per rifiuti speciali operative, situazione che persiste dal 2005. Questo comporta la necessità di trasferire i rifiuti destinati a smaltimento fuori regione, con conseguente incremento dei costi di trasporto e rischi connessi a pratiche illecite di gestione.
Anche nel 2023 si conferma la rilevanza della messa in riserva (R13), che ha riguardato 618.000 tonnellate di rifiuti a fine anno, mentre il deposito preliminare (D15) prima dello smaltimento si è attestato a circa 15.500 tonnellate, in calo rispetto al 2022.
L’analisi del decennio mostra come la gestione dei rifiuti speciali in Campania sia più che raddoppiata, passando da 4,6 milioni di tonnellate nel 2014 a 9,5 milioni di tonnellate nel 2023.
L’operazione R5 ha trainato questa crescita, quasi triplicando i volumi gestiti (+162% rispetto al 2014).
Anche altre forme di gestione hanno evidenziato trend positivi:
• R3 è passata da 459.000 tonnellate nel 2014 a oltre 728.000 nel 2023 (+59%).
• R4 ha oscillato negli anni ma rimane su valori superiori al 2014 (+28%).
• R12 ha registrato l’incremento percentuale più rilevante (+716% dal 2014) anche perché tale operazione non era autorizzata negli anni precedenti.
• R10 passando da meno di 2.000 tonnellate nel 2014 a oltre 233.000 nel 2023 (+>10.000%) segna il maggiore incremento relativo, dovuto al rilascio di recenti autorizzazioni al recupero ambientale.
In controtendenza, le operazioni di trattamento chimico-fisico (D9) sono diminuite nel 2023 (-25% rispetto al 2022).
Il recupero energetico (R1) resta su valori molto bassi, seppur in risalita rispetto al minimo del 2021, mentre lo smaltimento in discarica continua a essere assente per mancanza di impianti regionali.
L’analisi dettagliata dei dati di gestione consente di evidenziare la distribuzione e la capacità degli impianti presenti sul territorio: la Campania si conferma ben dotata di impianti per il recupero di materia, in particolare per il trattamento dei rifiuti da costruzione e demolizione, e di strutture per operazioni di pretrattamento (R12) e messa in riserva (R13). Risultano invece carenze strutturali negli impianti di smaltimento finale, soprattutto discariche per rifiuti speciali e impianti di incenerimento, il che costringe a un massiccio ricorso all’export extraregionale.