Back Flussi di gestione dei Rifiuti Urbani

Descrizione


La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con ISPRA, dal 2003 elabora e trasmette annualmente tutti i dati disponibili per la redazione del rapporto Rifiuti Urbani, in particolare viene effettuata la certificazione dei dati raccolti tramite l’applicativo web O.R.So in collaborazione con l’ORGR e vengono elaborati e trasmessi ad ISPRA i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti urbani implementando l'apposito format annualmente predisposto dall'ISPRA.

Principali flussi dei rifiuti urbani in Campania – anno 2024

Principali flussi dei rifiuti urbani in Campania – anno 2024

Commento ai dati


Nel 2024, ogni abitante della Campania ha prodotto mediamente 196 kg di “rifiuti residui” (o, meglio, non ancora differenziati), avviati ai sei impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) presenti nella regione.  Tale rifiuto continua ad essere la principale frazione dei rifiuti raccolta e pertanto parliamo di rifiuti che al momento “residui” non sono. A valle dei TMB, i 196 kg vengono così suddivisi:
• 122 kg vengono inceneriti nell’impianto di Acerra
• 39 kg vengono inviati in impianti esteri in Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Spagna.
• 31 kg vengono inviati impianti extraregionali un po’ in tutta Italia ma principalmente in Lombardia ed Emilia Romagna che sono le due Regioni Italiane con maggiore capacità di Incenerimento.
Il ricorso ad impianti extra-regionali ed esteri comporta significativi costi ambientali ed economici, rappresentando inoltre un punto di debolezza per il ciclo di gestione dei rifiuti urbani. La gestione dei rifiuti indifferenziati dovrebbe aspirare all’autosufficienza regionale. Incrementare la raccolta differenziata è dunque cruciale: l’obiettivo è ridurre i 196 kg attuali a circa 133 kg per abitante, permettendo all’inceneritore di Acerra di gestire autonomamente tali flussi, migliorando così la sostenibilità ambientale ed economica del ciclo rifiuti.
La frazione organica rappresenta il secondo flusso più rilevante in termini di peso dei rifiuti urbani raccolti in Campania, con una media di 118 kg pro capite all’anno. Sebbene per questa tipologia di rifiuti non si applichi il principio dell’autosufficienza regionale, disporre di una rete di impianti locali garantirebbe una maggiore sostenibilità. Attualmente:
• Parte della frazione organica viene trattata direttamente negli 8 impianti di digestione anaerobica e compostaggio attivi in Campania;
• La maggior parte viene trasferita fuori regione, con 93 kg pro capite destinati a impianti situati soprattutto in Veneto e Lombardia.
Tali flussi, oltre ai costi ambientali ed economici, rappresentano una perdita di risorse, poiché dalla frazione organica si possono ricavare energia e compost.
La frazione della carta e cartone è la terza più raccolta in termini di peso, con una media di 42,6 kg pro capite raccolti annualmente, in crescita rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, i margini di miglioramento sono ampi, poiché solo pochi Comuni superano i 70 kg pro capite. La filiera della carta e cartone è un ambito dove si possono applicare efficacemente i principi dell’economia circolare, quasi tutto il materiale raccolto viene recuperato in Campania, grazie alla rete di impianti e piattaforme del Comieco, il consorzio di filiera responsabile del recupero. 
La plastica nel 2024 supera il vetro ed è la quarta frazione più raccolta. In Campania, si raccolgono mediamente 31 kg pro capite di plastica all’anno, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti. Considerando il basso peso specifico della plastica, si tratta di quantità significative in termini di volume. La plastica è spesso raccolta insieme ai metalli nel cosiddetto "multimateriale leggero": in Campania sono attivi 9 aree di trasferenza, 16 Centri Comprensoriali (CC), 5 Centri di Selezione (CSS) e 3 recuperatori, gestiti dal Corepla per separare le plastiche per polimero e colore. Tuttavia, molti materiali selezionati non completano il loro recupero in Campania, con flussi significativi esportati fuori regione o all’estero. Si stima che 9 kg pro capite di plastica raccolta vengano avviati a impianti extraregionali.
Il vetro rappresenta il quinto flusso più raccolto, con 28 kg pro capite all’anno. In Campania sono presenti due impianti di trattamento (a Volla e Salerno) e una vetreria a Ottaviano. Tuttavia, queste infrastrutture non sono sufficienti a trattare tutti i rifiuti raccolti, con oltre il 78% dei flussi esportati fuori regione, principalmente verso il Lazio e l’impianto di trattamento di Frosinone.
Infine, i metalli di cui si raccolgono circa 5 kg per abitante anno in Campania, come detto, vengono raccolti nella maggior parte dei casi insieme alla plastica nella raccolta multimateriale. Anche in questo caso non essendoci recuperatori finali in Campania quali fonderie di seconda fusione la quasi totalità del materiale viene esportato in particolare verso la Lombardia ed il Lazio, tuttavia gran parte dei metalli vengono prima avviati in impianti regionali per la produzione di EoW circa 4 kg su 5.
Relativamente agli altri flussi delle raccolte differenziate la situazione è variabile per il Legno anche analizzando le seconde destinazioni circa il 78% viene inviato in impianti campani, per i tessili circa 67% è inviato ad impianti campani ma si registrano anche flussi significativi verso l’estero in particolare verso le Tunisia, per quanto riguarda i RAEE si registra un sistema completamente dipendente dall’esportazioni fuori regione con destinazione principalmente in Basilicata, Lazio e Molise, per quanto riguarda i rifiuti ingombranti anche considerando le seconde destinazioni la gestione sembra essere risolta completamente in ambito regionale, infine per le raccolte selettive analizzando le seconde destinazioni si rileva che circa il 27% è gestito in Campania mentre la restante parte viene esportata.