Back Flussi di gestione dei Rifiuti Speciali

Descrizione


La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti  (SRCR), nella ormai consueta collaborazione con la Regione Campania, dal 2003 elabora i dati di gestione e le analisi sui flussi di rifiuti a supporto della pianificazione regionale, in particolare  viene effettuata la bonifica delle banche dati MUD e vengono elaborati i dati per la redazione degli specifici capitoli del Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali.

Trend


Principali flussi di importazione Rifiuti Speciali non pericolosi

Principali flussi di importazione Rifiuti Speciali non pericolosi


Principali flussi di importazione Rifiuti Speciali pericolosi

Principali flussi di importazione Rifiuti Speciali pericolosi


Principali flussi di esportazione Rifiuti Speciali non pericolosi

Principali flussi di esportazione Rifiuti Speciali non pericolosi


Principali flussi di esportazione Rifiuti Speciali pericolosi

Principali flussi di esportazione Rifiuti Speciali pericolosi


Rifiuti speciali importati fuori regione Campania - trend

Rifiuti speciali importati fuori regione Campania - trend


Rifiuti speciali esportati fuori regione Campania - trend

Rifiuti speciali esportati fuori regione Campania - trend

Commento ai dati


Nel 2023, nel territorio regionale campano sono state importate complessivamente 1.731.904 tonnellate di rifiuti speciali, in aumento rispetto al 2022. La ripartizione evidenzia che la maggior parte dei rifiuti importati è non pericolosa, con 1.594.208 t (circa il 92% del totale), mentre i rifiuti pericolosi ammontano a 137.696 t (circa l’8%).
Nel 2022, i rifiuti non pericolosi maggiormente importati appartenevano alla macrocategoria 17 (Rifiuti da Costruzione e Demolizione - C&D), con 593.000 t, pari a circa il 36% del totale dei rifiuti importati, seguiti da:
• macrocategoria 16 (rifiuti non specificati altrove) con 348.000 t;
• macrocategoria 19 (rifiuti prodotti da impianti di trattamento, depurazione e potabilizzazione) con 312.000 t.
Nel 2023, la macrocategoria 17 conferma la propria rilevanza, con 677.399 t importate, seguita da:
• 19 (rifiuti prodotti da impianti di trattamento, depurazione e potabilizzazione) – 418.947 t
• 20 (rifiuti municipali e assimilati) – 171.333 t
• 16 (rifiuti non specificati altrove) – 180.348 t

L’analisi dei flussi in ingresso conferma una forte correlazione con la distribuzione e le caratteristiche degli impianti presenti sul territorio:
• Rifiuti liquidi e fanghi (~325.000 t nel 2022) continuano a essere indirizzati verso gli impianti chimico-fisico-biologici regionali.
• Rifiuti da costruzione e demolizione sono destinati agli impianti di recupero materiali inerti.
• Rifiuti tessili gestiti principalmente nelle province di Napoli e Caserta.
• Plastiche e gomme trattate negli impianti CC e CSS del circuito COREPLA.
• Carta e cartone lavorati dalle cartiere campane.
• Batterie al piombo inviate agli impianti specializzati di Caserta e Avellino, oli esausti trattati nell’impianto di Napoli.
• La gestione dei veicoli fuori uso e dei miscugli contenenti sostanze pericolose evidenzia l’attività di impianti specializzati capaci di intercettare flussi provenienti anche da fuori regione.

Nel 2023, i rifiuti non pericolosi maggiormente esportati appartengono alla macrocategoria 19 (Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito e dalla potabilizzazione dell’acqua per uso industriale). Con 1.765.320 tonnellate, questa macrocategoria rappresenta circa il 54% del totale dei rifiuti esportati (in calo rispetto al 58% del 2022). La seconda macrocategoria più esportata è quella dei rifiuti da Costruzione e Demolizione (C&D), codici 17, con 952.280 tonnellate, pari al 29% del totale (in crescita rispetto al 26% del 2022).
Come per le importazioni, le esportazioni sono strettamente legate alla disponibilità o alla carenza di infrastrutture adeguate. Tra i rifiuti maggiormente esportati figurano i codici 19.12.12 e 19.12.10, derivati prevalentemente dal trattamento dei rifiuti urbani, per un totale di circa 989.000 tonnellate, destinati principalmente all'incenerimento in impianti fuori regione o all’estero. Significative risultano anche le esportazioni di metalli, plastiche, legno e vetro, recuperati in impianti specializzati fuori Campania.
Per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, il totale esportato nel 2023 ammonta a 224.386 tonnellate. I rifiuti pericolosi, come quelli non pericolosi, sono prevalentemente destinati a smaltimento o recupero in impianti specializzati extraregionali, a causa della scarsità di infrastrutture adeguate in Campania. Altri flussi importanti includono solventi, vernici, PCB, fanghi industriali e residui di filtrazione, sottolineando la complessità della gestione dei rifiuti pericolosi.
Dal 2015 al 2023, la Campania ha registrato un incremento significativo nei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali, evidenziando una crescente circolazione dei rifiuti sia a livello nazionale che internazionale. Questo fenomeno è stato determinato da due fattori principali: da un lato le dinamiche di mercato e la presenza di poli industriali più attrezzati in altre regioni, dall’altro la carenza di impianti regionali in Campania per alcune tipologie di trattamento, in particolare per il recupero energetico e lo smaltimento in discarica.
Importazioni
Le importazioni di rifiuti speciali in Campania hanno registrato un incremento rilevante dal 2015 al 2023, passando da 556.124 tonnellate a 1.731.904 tonnellate, con un aumento complessivo del 211%. Dopo la crescita costante fino al 2022 (1.641.434 tonnellate), nel 2023 si è registrato un ulteriore aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente.
Gran parte delle importazioni proviene dalle regioni confinanti, in particolare Basilicata, Puglia e Lazio, che nel 2023 hanno contribuito insieme per circa 891.564 tonnellate, pari al 51,5% del totale importato.
Principali flussi 2023
• Basilicata: con 282.345 tonnellate, rappresenta una delle principali fonti di rifiuti importati, soprattutto rifiuti liquidi industriali destinati agli impianti campani di trattamento chimico-fisico e biologico (D8, D9).
• Puglia: ha conferito 292.988 tonnellate, costituendo uno dei flussi più consistenti di rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), destinati al recupero (R5) per la produzione di aggregati riciclati e materiali inerti.
• Lazio: con 316.231 tonnellate, continua a essere una delle regioni con il maggiore interscambio, in particolare per rifiuti liquidi e C&D.
Tipologie principali di rifiuti importati
1. Rifiuti liquidi (fanghi e acque reflue industriali), provenienti soprattutto da Basilicata e Lazio, destinati agli impianti campani di trattamento chimico-fisico e biologico.
2. Rifiuti da costruzione e demolizione (C&D), prevalentemente da Puglia e Lazio, destinati ad impianti di recupero R5, dove vengono trattati per ottenere sabbie, ghiaie e calcestruzzi riutilizzabili in edilizia.
3. Altri rifiuti speciali industriali, come rifiuti sanitari, oli esausti e fanghi di depurazione, conferiti da più regioni italiane e dall’estero (47.211 tonnellate nel 2023).
Il trend crescente delle importazioni riflette il ruolo della Campania come polo di trattamento per alcune tipologie specifiche di rifiuti, grazie alla presenza di impianti specializzati, in particolare nel settore del trattamento dei rifiuti liquidi e nel recupero dei materiali da costruzione e demolizione. Al tempo stesso, l’aumento dei flussi in ingresso conferma la crescente interdipendenza tra regioni nel sistema nazionale di gestione dei rifiuti speciali.

Esportazioni
Nel periodo considerato, le esportazioni di rifiuti speciali dalla Campania sono aumentate del 79,6%, passando da 1,83 milioni di tonnellate del 2015 a 3,28 milioni di tonnellate nel 2023. Dopo il picco di 3,06 milioni di tonnellate del 2021, si era registrato un leggero calo nel 2022 (2,93 milioni di tonnellate), seguito da una nuova crescita nel 2023.
Le principali destinazioni dei rifiuti campani nel 2023 sono state:
• Lombardia, che ha accolto 781.080 tonnellate, confermandosi la regione di riferimento per i flussi campani grazie alla presenza di impianti avanzati per il recupero di metalli (ferro, alluminio), di sistemi di trattamento chimico-fisico e di un solido comparto per il recupero energetico. La Lombardia rappresenta un polo strategico per il reinserimento dei rifiuti nei cicli produttivi come materie prime secondarie.
• Estero, con 659.551 tonnellate esportate, in costante crescita rispetto agli anni precedenti. Questi flussi riguardano soprattutto rifiuti provenienti dagli impianti TMB campani e dalle operazioni di svuotamento dei siti di stoccaggio storici.
• Puglia (379.215 tonnellate) e Lazio (249.420 tonnellate), che assorbono una parte consistente dei rifiuti campani grazie alla disponibilità di discariche e impianti di trattamento specializzati.
La forte dipendenza della Campania da altre regioni e dall’estero per la gestione di una quota rilevante dei propri rifiuti speciali riflette una criticità strutturale: l’assenza di impianti per il recupero energetico e di discariche dedicate. Questa situazione costringe le imprese campane ad affidarsi a destinazioni esterne, incrementando i costi di gestione e alimentando il business del trasporto dei rifiuti.
In parallelo, la Campania continua a ricevere rifiuti speciali da altre regioni italiane, in particolare rifiuti liquidi, rifiuti da costruzione e demolizione, accumulatori al piombo, oli esausti e rifiuti tessili, che richiedono trattamenti specifici disponibili sul territorio regionale.